Our Blog

La terra trema, ma la casa no. Ad ammortizzare le onde sismiche ci sono gli “isolatori”, speciali dispositivi che, come dice la parola stessa isolano le fondamenta dai piani soprastanti. E così, in caso di terremoto, la struttura dell’edificio sarà salvata, così come tutto ciò che contiene, abitanti e mobili inclusi. A Imola la prima residenza con queste caratteristiche, un condominio si cinque appartamenti, è stata ultimata la scorsa primavera da Giovanni Verità. La notizia ci è stata segnalata dell’ingegnere Simone Pasquariello (che ha collaudato la struttura dell’immobile), dopo la pubblicazione dell’articolo relativo all’esperienza dell’ingegnere imolese Andrea Vittorio Pollini, esperto in messa in sicurezza di opere d’arte attraverso la tecnologia analoga (sabato sera del 13 ottobre scorso).
L’intervento Imolese è stato realizzato nel quartiere Cappuccini dalla società imolese ReHaus, il cui amministratore unico, Maurizio Schipa, già qualche anno fa (in quel caso con la società Choice One. come raccontato sul sabato sera del 7 giugno 2012) ha ultimato a Ozzano, in via Palazzo Bianchetti, un condominio “isolato” con 22 appartamenti. In entrambi i casi il progetto architettonico è stato curato dallo studio tecnico imolese Bucchi Sprio Bigarini, mentre la progettazione strutturale e la direzione dei lavori è stata firmata dall’ingegnere Giovanni Cavina. La direzione dei lavori generale, in quest’ultimo caso, è stata invece seguita dal geometra Davide Lorenzoni.

L’idea di applicare questo tipo di tecnologia, da tempo utilizzata in Giappone e diffusa anche in Italia in ambito residenziale soprattutto dopo il sisma de L’Aquila, è ancora una rarità dalle nostre parti, innanzitutto per l’aspetto economico. Eppure il rapporto tra i costi e i vantaggi, legati a questo nuovo modo di progettare le nuove case, si bilanciano. “Il collocamento degli isolatori – ci spiega Schipa – viene eseguito subito dopo la realizzazione dei pilastri che devono sorreggere il primo solaio. In media, ogni isolatore costa circa 2 mila euro e ne occorre uno per ogni pilastro. In via Verità ne abbiamo installati 26. Questi costi, per un edificio che ha più di due piani vengono in parte assorbiti dal fatto che, dal primo solaio in su, l’edificio risulta classificato in classe sismica 4 (assenza di terremoto) e quindi a livello costruttivo comporta meno spese per ferro e cemento, una significativa diminuzione delle dimensioni dei pilastri restanti e, di conseguenza, consente di avere più spazio a disposizione per i vani”.

In una casa dotata di isolatori tutta l’energia sismica che si propaga da terreno viene assorbita dai dispositivi che la trasformano in un lento movimento. In una casa dotata di isolatori tutta l’energia sismica che si propaga dal terreno viene assorbita dai dispositivi che la trasformano in un lento movimento. “Un edificio come quello imolese – prosegue l’imprenditore – ha, tutto intorno al solaio di basa, uno spazio libero che va dai 20 ai 30 centimetri e che ne permette il movimento verso le direzioni stabilite dal progetto, per poi far ritorno alla posizione iniziale. In fase di progettazione si possono introdurre, come avvenuto nel caso in questione, piccoli accorgimenti che, in caso di sisma, evitano danni anche alle condutture di scarico delle acque e agli impianti in generale.” Per un edificio di nuova costruzione, la normativa antisismica vigente impone un progetto che permetta all’edificio di “danneggiarsi”, impedendo però il crollo dei pilastri. Gli isolatori sismici permettono di andare oltre la normativa e salvaguardare non solo gli abitanti, ma lo stesso edificio. Oggi, dopo eventi catastrofici come quelli che hanno interessato il centro Italia, si torna a parlare di interventi di salvaguardia sismica anche sugli edifici esistenti. “In questi casi – aggiunge – l’obiettivo rimane impedire il crollo, ma non si garantisce che l’edificio non riporti danni. Il costo che ormai sembra essere definito per interventi del genere è di circa 600 euro al metro quadro”. In certi casi, gli isolatori possono anche essere installati su edifici non nuovi. L’immobile – precisa – deve avere un vano interrato con la struttura in cemento armato. L’intervento comporta la progettazione dei pilastri di base che devono essere installati su edifici non nuovi. “ L’immobile – precisa – deve avere un vano interrato con struttura in cemento armato. L’intervento comporta la riprogettazione dei pilastri di base, che devono essere strutturati per accogliere l’isolatore e il relativo carico. Il solaio va sollevato con martinetti e ogni pilastro va tagliato orizzontalmente, per permettere l’alloggiamento dell’isolatore. Si tratta di un intervento più costoso rispetto all’istallazione su un edificio nuovo. In media parliamo di un costo aggiuntivo di 1.500-2mila auro a pilastro”.

La diffusione di tali sistemi antisismici potrebbe senz’altro contribuire alla diminuzione dei loro costi. “Occorre un cambiamento culturale – conclude Schipa – a partire da noi costruttori, ma anche e soprattutto tra i tecnici del settore, dai progettisti ai responsabili che devono valutare e deliberare simili progetti. Per quanto mi riguarda, ho riscontrato molta attenzione da parte degli organi competenti della città di Imola. E a partire dal nostro progetto, l’Amministrazione comunale ha anche introdotto nel nuovo Rue alcune agevolazioni per tutti i costruttori che intendono realizzare edificio dotati di isolatori sismici”.

Fonte: Sabato sera – a cura di Lorena Mirandola

Per scaricare il pdf dell’articolo clicca qui⟩

Commenti ( 0 )

    Leave A Comment

    Your email address will not be published. Required fields are marked *